14th - Giu - 2017

Connettività IoT e business – esplorare la complessità del mercato

Graphic of a computer with media coming from it

Il Mobile World Congress 2017 ha segnato una fase nel settore mobile in cui le tecnologie più innovative non sono arrivate dai dispositivi ma dalla rete, spinte dallo IoT (Internet delle cose).

Lo IoT cresce incessantemente in quanto tecnologia: sempre più oggetti quotidiani sono connessi e sempre più individui, aziende e organizzazioni possono accedere ad ampi pool di dati e operare in modo più efficiente. Un numero crescente di prodotti sono già connessi: da articoli al consumo (come spazzolini, auto e frigoriferi) ad attrezzature e macchinari di produzione con applicazione nei più svariati settori.

Tutti questi oggetti fisici possono essere dotati di sensori per collegare dati vitali su utilizzo, operazioni, diagnosi dei guasti, fase di vita del prodotto, requisiti di aggiornamento, ecc.

L’ampliamento dei casi d’uso dello IoT ha creato un ecosistema caratterizzato da un’enorme varietà di opzioni di connettività. Ciò può essere un campo minato per le aziende che sono nuove alla connettività IoT e che guardano principalmente ai fattori chiave di costi di proprietà e qualità del servizio.

Rimane quindi l’interrogativo: quale tecnologia di connettività utilizzare e per cosa?

Opzioni di connettività a lungo raggio

Oggi, l’Internet delle cose dipende massicciamente dalle tecnologie wireless a corto raggio, come Wi-Fi, Zigbee e Bluetooth. Tuttavia, le tecnologie wireless a lungo raggio (tipicamente diversi chilometri) stanno guidando la crescita del mercato. Esistono due tipi di tecnologie di connettività IoT a lungo raggio.

IoT sullo “spettro radio senza licenza”

Lo spettro radio senza licenza utilizza segnali radio per inviare i dati. Le due tecnologie principali che si connettono in questo modo sono Sigfox e LoRa.

Poiché lo spettro radio senza licenza è aperto a tutti e non esistono regole su come operare o standardizzazione, la trasmissione dei dati è vulnerabile alle interferenze di altri segnali radio trasmessi sugli stessi blocchi dello spettro senza licenza.

Inoltre, questa tecnologia è supportata da un ridotto numero di fornitori, che in genere non abilitano il roaming internazionale. Questa è un’enorme limitazione per chi ha la necessità di movimentare le applicazioni IoT oltre i confini nazionali (ad esempio logistica o gestione della flotta). Ma per chi deve monitorare oggetti fisici statici (come strade, condizioni ambientali o telecamere CCTV) che sono installati in una posizione fissa, non è un problema.

Tecnologie di connettività standardizzata

La connettività cellulare standardizzata usa lo “spettro radio con licenza”, che appartiene agli operatori di telecomunicazioni e chiamiamo “IoT cellulare”. I dispositivi IoT sono supportati usando la connettività di dati 2G, 3G e 4G, nonché SMS e voce. Attualmente vengono implementati tre diversi standard specifici per lo IoT: NB-IoT, LTE-M e EC-GSM-IoT.

Discutibilmente, saranno le opzioni di connettività cellulare a resistere in futuro, in quanto costruite su un’infrastruttura consolidata di “tipo carrier”, che serve il settore della telefonia mobile da decenni. Inoltre, le tecnologie specifiche per lo IoT sono progettate per fornire connettività in posti che sono sempre stati difficili da raggiungere, come i piani interrati e le parti più interne degli edifici.

Cosa molto importante, dato che le reti mobili coprono praticamente qualsiasi luogo, le tecnologie di connettività standardizzata offrono la possibilità di connettere cose che sono tipicamente mobili. Veicoli, prodotti indossabili e altri asset mobili possono rimanere connessi ovunque siano operati.

I vantaggi della eSIM riprogrammabile

Gli ultimi sviluppi della tecnologia SIM riprogrammabile (eSIM) stanno favorendo l’espansione dello IoT cellulare. Le specifiche GSMA per le embedded SIM forniscono un meccanismo standardizzato per la fornitura e la gestione remota di qualsiasi connessione macchina-a-macchina (M2M).

In altre parole, usando le SIM riprogrammabili, i fabbricanti possono integrare una scheda SIM in un dispositivo, accessorio, macchina o veicolo e quindi fornirla “over-the-air” in modo che operi su una rete di telefonia mobile specifica.

Oltretutto, l’ecosistema M2M risulterebbe molto compromesso, se ogni SIM venisse associata ad un solo operatore di rete. Proprio per questo motivo, è stato necessario sviluppare la tecnologia eSIM come un’opzione di operatore “agnostica”.

Dal momento che la eSIM viene fornita da un aggregatore di rete, l’applicazione IoT può beneficiare di un unico punto di accesso in una rete di operatori mobili globale e consolidata. Non servono quindi singole schede SIM e accordi con gli operatori per ogni paese in cui è attivo un certo dispositivo connesso, dato che l’aggregatore di rete gestisce tali relazioni. Ciò elimina molti grattacapi nell’implementazione di una soluzione IoT transfrontaliera (il trasporto e le applicazioni di logistica sono buoni esempi).

Inoltre, è possibile controllare i costi perché il prezzo della connettività può essere definito in base all’utilizzo e non in base a tariffe dati contrattate. D’altra parte, gli utenti otterranno efficienze di costo (importante per compensare il costo del roaming) e potranno scegliere fra diverse opzioni di connettività.

Prendiamo l’esempio di un’auto connessa. È impensabile che il produttore di auto si metta a negoziare accordi con gli operatori in tutti i paesi in cui esporta le proprie vetture e poi integri una SIM diversa per ciascun paese e operatore. Le SIM riprogrammabili mediante aggregatori di rete ridanno controllo al produttore, perché gli forniscono il prezzo più conveniente e la migliore copertura di rete come funzionalità dinamica che cambia in base alla posizione del veicolo.

Per molti aspetti, le SIM programmabili sono il trampolino di lancio dello IoT cellulare, perché abilitano nuovi modelli aziendali in numerose aree di servizio e produzione realmente utili, in quanto capaci di ottimizzare questi servizi e ridurre i costi.

Il futuro dello IoT

Gli esperti del settore sono positivi riguardo al futuro dello IoT cellulare perché offre un’architettura comune, aperta, standardizzata e protetta. Ericsson prevede che ci saranno 1,5 miliardi di dispositivi IoT con connessione cellulare entro il 2022, con un aumento di circa 400 milioni rispetto alla fine del 2016. Analogamente, Machina Research prevede che le connessioni IoT cellulari passeranno a 2,2 miliardi entro il 2025.

Anche se alcune aziende continueranno a impiegare la connettività specifica all’applicazione e basata sulla tecnologia costruita per funzionare nello spettro radio senza licenza, molti altri vorranno sfruttare le economie di scala e l’interoperabilità associate con i servizi basati su standard. Le opzioni di connettività disponibili si presteranno naturalmente a casi d’uso specifici, quindi spetterà all’installatore IoT scegliere la connettività più adatta alle esigenze della sua azienda.

Per maggiori informazioni sull’ecosistema IoT, gli standard tecnici e le opzioni di connettività, CLX ha pubblicato recentemente un libro bianco in collaborazione con il Mobile World Live. Intitolato Internet of Things: Last Mile Connectivity Options Explained, il documento raccoglie gli studi degli analisti e i dati del mercato per fornire una guida sul futuro dello IoT per le aziende.

Autore: Jon Campbell, direttore di messaggistica e IoT di CLX Communications

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