12th - Lug - 2017

Punti di vista del settore: GDPR, siamo pronti?

Graphic of a computer with media coming from it

Il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) della UE è in vigore da un anno e amplia i diritti dei cittadini europei in materia di privacy e protezione dei dati personali.

Tra le altre cose, richiede che le aziende mantengano registri dati adeguati, rivelino eventuali violazioni dei dati e aumentino le opzioni di opt-out. Multe pesanti sono previste per le aziende che non si conformano a tali norme.

Il MEF ha chiesto ai suoi membri e agli esperti dei settori mobile, legale e dati di fornire le loro opinioni sulla prontezza del GDPR, domandando se le aziende sono pronte, quali piattaforme possono essere d’aiuto, e se è possibile per le aziende avvicinarsi maggiormente ai clienti.

Ecco cosa ha risposto Rob Malcolm, VP Marketing e Online Sales di CLX Communications…

Nelle comunicazioni mobili, i dati personali sono parte di una complessa catena del valore che include operatori di rete, aggregatori di servizi e i loro clienti. Mobile marketer, banche, marchi e persino governi, hanno tutti un rapporto con i dati personali.

I nostri clienti più grandi hanno già iniziato a includere i termini e le condizioni nei loro contratti per conformarsi ai requisiti del GDPR. Uno dei requisiti prevede che il controllore (il nostro cliente) abbia bisogno di un’obbligazione vincolante da parte del processore (noi e i nostri subfornitori) per adempiere a determinate questioni.

Di conseguenza, per i fornitori di Tier 1 (come CLX) che usano principalmente i MNO come subfornitori sarà più semplice conformarsi al GDPR. Inoltre, i fornitori di servizi mobili globali come CLX hanno adottato la normativa sulla privacy e il regolamento precedentemente, sebbene in maniera frammentata a livello di paese. È da molto tempo che è un elemento aziendale fondamentale.

La domanda chiave è se la conformità al GDPR:

  • spingerà tutte le aziende SMS a cercare collegamenti di Tier 1.
  • spingerà tutte le imprese a lavorare solo con fornitori di Tier 1.

Considerate le pesanti sanzioni di 20 milioni di euro o del 4% del fatturato globale, è probabile che la voglia di rischiare dei nostri clienti sarà molto bassa. L’altra domanda è se gli MNO sono pronti per il GDPR.

Pubblicato originariamente sul sito Web del MEF.

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